Negli ultimi mesi, la crisi del prezzo del latte in Puglia ha nuovamente colpito duramente gli allevatori pugliesi, mettendo in discussione la sostenibilità economica di un settore fondamentale per l’agroalimentare regionale e nazionale. La Mozzarella DOP può essere d’aiuto?
Il 22 gennaio, nel Question Time al Senato, il senatore Giorgio Maria Bergesio ha richiamato l’attenzione del ministro Francesco Lollobrigida sul valore strategico del comparto lattiero-caseario, che in Italia genera quasi 29 miliardi di euro l’anno tra allevamento e trasformazione.
L’Italia, quinto produttore europeo di latte bovino con oltre 13 milioni di tonnellate e 23.000 aziende attive, sta affrontando una crisi senza precedenti: il prezzo del latte spot è crollato sotto i 30 centesimi al litro, ben al di sotto dei 55 centesimi/litro necessari per coprire i costi di produzione.
Un comparto sotto pressione
L’aumento dei costi energetici, la concorrenza dei prodotti esteri e la sovrapproduzione mondiale (USA +2%, UE +1%) hanno generato una pressione al ribasso che sta spingendo molti allevatori sull’orlo della chiusura.
Nonostante gli accordi siglati a inizio anno prevedessero un prezzo minimo tra 52 e 54 centesimi, non tutti gli operatori della filiera li stanno rispettando.
Il ministro Lollobrigida ha ricordato che il settore rappresenta il 10% del valore agricolo nazionale e l’11% dell’industria alimentare, sottolineando anche i risultati positivi dell’export caseario (+14% nel 2025) ma evidenziando la necessità di interventi mirati per fronteggiare la crisi.
Le misure del Governo
Tra le azioni già avviate dal governo troviamo:
- 💶 50 milioni di euro aggiuntivi per i fondi destinati agli indigenti;
- 🧒 il rilancio del programma “Latte nelle scuole” (6,9 milioni annui);
- 🌍 campagne di promozione per i prodotti caseari italiani in collaborazione con ICE e MAECI;
- 🇪🇺 proposte europee per lo stoccaggio, la riduzione volontaria della produzione e la valorizzazione del latte in polvere.
Bergesio, pur apprezzando le misure, ha chiesto ulteriori azioni per garantire un prezzo minimo equo e combattere le pratiche commerciali sleali, suggerendo anche incentivi alla liquidità come sgravi contributivi e sospensioni dei mutui per le aziende agricole.
Il dibattito politico e il punto di L’Abate
Il 23 gennaio 2026, sulle pagine de Il Foglio, l’ex sottosegretario pugliese Giuseppe L’Abate ha pubblicato un articolo sulla crisi del latte in Italia, denunciando le contraddizioni nella gestione politica ed economica della filiera.
Secondo L’Abate, la pressione delle grandi industrie di trasformazione e della grande distribuzione riduce drasticamente i margini degli allevatori, penalizzando chi produce latte di qualità.
«Il sistema attuale penalizza gli allevatori, compromettendo il futuro del settore lattiero-caseario italiano», scrive L’Abate.
La politica – continua l’articolo – oscilla tra proclami di sostegno al Made in Italy e decisioni che finiscono per favorire i grandi gruppi industriali, mentre la trasparenza sulla formazione del prezzo del latte resta insufficiente.
Tuttavia, L’Abate non entra nel merito degli interventi necessari per riequilibrare i rapporti di forza lungo la filiera in Puglia. Ed è proprio da qui che deve ripartire il dibattito, soprattutto in Puglia, una regione che non ha proprio tutte le armi spuntate!
La prima vera riforma: applicare il disciplinare della Mozzarella di Gioia del Colle DOP
Secondo noi di Granosalus un punto di partenza concreto per difendere il latte pugliese e rafforzare il valore economico del comparto è il pieno rispetto del disciplinare della “Mozzarella di Gioia del Colle” DOP, approvato con Regolamento di esecuzione (UE) 2020/1396.
Questo documento, spesso citato ma non sempre attuato con rigore, stabilisce un principio chiave:
il latte utilizzato per la produzione deve provenire esclusivamente da allevamenti situati all’interno di una precisa zona geografica che comprende comuni delle province di Bari, Brindisi e Taranto.
Tracciabilità e controlli: una garanzia per l’intera filiera
La “Mozzarella di Gioia del Colle” DOP rappresenta uno degli esempi più avanzati di tracciabilità e controllo nel settore agroalimentare.
L’organismo di controllo, CSQA Certificazioni S.r.l., autorizzato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), effettua ispezioni periodiche, verifica la provenienza del latte e controlla la tenuta dei registri di produzione.
Come funziona il sistema di controllo
- Ogni lotto di latte è tracciabile fino alla singola azienda di origine.
- Il latte deve essere trasformato entro 16 ore dalla mungitura per garantire freschezza e qualità.
- Solo i caseifici conformi possono ottenere il sigillo DOP, con logo ufficiale, codice identificativo e data di produzione.
- Tutte le fasi – dalla mungitura al confezionamento – devono avvenire all’interno della zona geografica DOP.
📍 Comuni interessati: Gioia del Colle, Noci, Putignano, Turi, Santeramo in Colle, Alberobello, Martina Franca, Locorotondo, Mottola, Ceglie Messapica e molti altri.
Perché la DOP è una risposta alla crisi
Applicare in modo rigoroso il disciplinare non è un vincolo burocratico, ma una vera strategia di tutela economica e territoriale. Rafforzare i controlli e valorizzare il latte pugliese significa:
- 🐄 Proteggere gli allevatori locali dalla concorrenza sleale;
- 💰 Aumentare il valore aggiunto del prodotto;
- 🧀 Garantire ai consumatori origine certa e qualità autentica;
- 🌱 Mantenere vivo l’indotto dell’altopiano delle Murge, patrimonio economico e culturale della Puglia.
In conclusione
La crisi del latte in Puglia non si risolve solo con Question Time, fondi emergenziali, qualche articolo di giornale o interventi tampone.
Serve una politica seria che valorizzi il territorio, promuova la qualità certificata e premi chi produce rispettando le regole.
Il disciplinare della Mozzarella di Gioia del Colle DOP è uno strumento concreto e già operativo: rispettarlo e farlo rispettare significa dare futuro al latte pugliese, alle aziende agricole e a un’intera filiera che rappresenta una parte essenziale dell’identità economica della regione.
