CUN Grano Duro: La legge non si cambia perché qualcuno ci ripensa

Il Ministero dell’Agricoltura istituisce la nuova CUN del grano duro per rendere più trasparenti i prezzi. Italmopa critica la riforma, cercando il pelo nell’uovo, mentre Granosalus e il ministro Lollobrigida la difendono. Sorprende il silenzio delle altre Associazioni di Categoria

La nascita della Commissione Unica Nazionale (CUN) per il grano duro, voluta dal Ministero dell’Agricoltura insieme al MIMIT, sta facendo molto discutere il mondo agricolo.
L’obiettivo ufficiale è creare un prezzo di riferimento nazionale che renda più trasparente il mercato. Tuttavia, tra chi coltiva, trasforma e commercia il grano italiano, non tutti sono d’accordo.

Italmopa: “Attenti a non creare prezzi artificiali”

La posizione più critica arriva da Italmopa, l’associazione dei molitori italiani di Confindustria.
Secondo il suo presidente, Martinelli, la nuova CUN rischia di sostituirsi alle Commissioni prezzi delle Camere di commercio, che da sempre rilevano i prezzi locali in base alla qualità e alla disponibilità del grano sui singoli territori.

Per Italmopa, questi organismi locali sono più aderenti alla realtà del mercato.
Teme quindi che una centralizzazione eccessiva porti a quotazioni artificiali, lontane dai veri valori di mercato, con conseguenze negative sulla competitività della filiera e sui prezzi per i consumatori.

Martinelli propone un approccio più equilibrato: la CUN dovrebbe definire solo prezzi indicativi per il grano duro di alta qualità e alto contenuto proteico, lasciando alle Camere di commercio il compito di gestire le altre tipologie.

Granosalus: “La legge non si cambia perché qualcuno ci ripensa”

Su posizioni opposte si schiera la nostra associazione Granosalus, che sostiene apertamente la CUN sin dalla sua fondazione.
Noi riteniamo che la legge che istituisce la Commissione Unica Nazionale è chiara e non modificabile, tanto più che anche Italmopa ha partecipato per cinque anni alla sua fase sperimentale, sia pur a fasi alterne. Dopo aver indugiato per tutto questo lasso di tempo, con prezzi talmente speciali da far chiudere molte aziende agricole, Italmopa non può far retromarcia. Cercare il pelo nell’uovo non è un comportamento serio e sorprende tanto quanto il silenzio di Coldiretti, Cia, Confagricoltura e di tutti coloro che tengono le braccia conserte.

Granosalus ricorda che, per legge, le Borse Merci locali dovranno sospendere le rilevazioni dei prezzi del grano duro. Sarà quindi la CUN l’unica a formulare le quotazioni ufficiali nazionali, indipendentemente dal livello qualitativo del frumento.

Granosalus ricorda altresi che della questione trasparenza di mercato nel grano duro si sono già interessati abbondantemente l’Antitrust, il Parlamento e la Commissione Agricoltura del Senato con un Affare Assegnato nella XVIII legislatura.

Il ministro Lollobrigida: “Più trasparenza e prezzi equi per gli agricoltori”

Speriamo solo che il ministro Francesco Lollobrigida difenda la nascita della CUN come un passo avanti verso un mercato più trasparente e giusto.
La nuova commissione sarà composta in modo paritario da produttori e trasformatori, e avrà il compito di fornire un prezzo unico di riferimento a livello nazionale, aggiornato con rapidità in base all’evoluzione dei mercati.

Secondo Lollobrigida, la misura serve a rafforzare la filiera cerealicola italiana, garantendo un reddito equo agli agricoltori, maggiore trasparenza nei rapporti con l’industria, e più controlli sul grano importato.
Un modo, insomma, per sostenere la sovranità alimentare italiana e tutelare il valore del made in Italy agricolo. Il tempo sarà galantuomo.

Un nuovo equilibrio per la filiera del grano duro

La CUN del grano duro segna un cambiamento importante ed epocale per tutto il settore, anche dopo i noti pronunciamenti dei tribunali sulla scarsa trasparenza delle borse merci locali.
Tuttavia se da un lato offre maggiore uniformità e chiarezza dei prezzi, dall’altro alcuni operatori temono che possa penalizzare le specificità territoriali e ridurre la libertà del mercato. Una tesi da ritenere totalmente infondata e che fa sorridere.

Come spesso accade in agricoltura, la sfida sarà trovare il giusto punto di incontro tra trasparenza e rappresentatività locale, ma senza calpestare la legge.

Senza una CUN effettiva, crisi del grano duro irreversibile

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