Comunicato stampa – Foggia, 16 maggio 2026
L’Associazione: “Violati i principi di concorrenza e libertà associativa, ora si ristabilisca la legalità del mercato”
L’Associazione Nazionale Granosalus – Liberi Cerealicoltori & Consumatori ha depositato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, inoltrato al Consiglio di Stato, per chiedere l’annullamento del Decreto Direttoriale del 16 gennaio 2026 con cui il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), di concerto con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), ha istituito la Commissione Unica Nazionale (CUN) del Grano Duro.
Secondo Granosalus, il decreto e i regolamenti allegati sono gravemente viziati e violano i principi di rappresentatività, libertà associativa e concorrenza sanciti dall’articolo 6‑bis del decreto‑legge 51/2015.
L’associazione contesta che la nuova CUN sia stata istituita a Roma, ignorando la centralità produttiva e storica di Foggia, primo distretto cerealicolo d’Europa, e che adotti criteri di rappresentanza chiusi, riservati solo alle grandi organizzazioni di categoria, escludendo le realtà indipendenti e le associazioni dei liberi agricoltori.
Le principali violazioni denunciate
Il ricorso – redatto dal collegio difensivo composto dagli Avvocati Francesca Romana Ferro, Christian D’Orazi, Stefano Castellana Soldano e Pasquale Di Noia – contesta:
- l’assenza di istruttoria sulla localizzazione della sede della CUN, nonostante la rilevanza economica della filiera nel Mezzogiorno;
- l’esclusione della possibilità per gli agricoltori di scegliere liberamente i propri rappresentanti;
- la frammentazione della rilevazione dei prezzi in quattro aree (Nord, Centro, Sud e Isole), in contrasto con il principio di “unicità” nazionale;
- la violazione dei principi di concorrenza e pluralità previsti dalla Costituzione e dalla normativa europea.
La posizione di Granosalus
“Il Ministro Lollobrigida ha commesso un grave errore politico, non tenendo conto di tre risoluzioni parlamentari (Antezza, L’Abbate, De Bonis) – l’ ultima, condivisa in Senato anche dal Sottosegretario La Pietra durante l’affare assegnato N. 215 sulle problematiche di mercato e aspetti tossicologici del grano duro – che indicavano una direzione diversa per la filiera cerealicola – dichiara l’ On. Saverio De Bonis, presidente di Granosalus nonchè padre ispiratore della legislazione sulle CUN –.
La CUN doveva servire a valorizzare la qualità del nostro grano e a rendere il mercato più trasparente e competitivo; invece rischia di diventare un nuovo meccanismo di controllo corporativo, che esclude le realtà indipendenti e le voci degli agricoltori del Sud.
È un colpo alla libertà d’impresa e alla parità di accesso al mercato, che mortifica le speranze di cambiamento e lo sviluppo del Mezzogiorno agricolo, per cui la nostra Associazione si batte da dieci anni, dentro e fuori dalle istituzioni, anche a tutela della salute dei consumatori. Granosalus ha dimostrato concretamente il vero modello di sovranità alimentare e continua a difenderlo anche nei tribunali, insieme a tante associazioni, cooperative e comitati.”
L’obiettivo del ricorso
Con il ricorso, Granosalus chiede l’annullamento del decreto istitutivo e degli atti di nomina dei commissari, e l’avvio di una fase di confronto pubblico per una CUN del Grano Duro realmente nazionale, trasparente e rappresentativa di tutti i produttori, fondata su criteri di qualità merceologica, reologica e tossicologica.
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