Grano a sovranità limitata. Tavolo di filiera a Roma

La sovranità alimentare non è uno slogan da utilizzare per cambiare nome al ministero, ma un processo che si nutre di atti di governo concreti a favore di produttori e consumatori, dai quali non si dovrebbe retrocedere. Ad oggi, il dato oggettivo è che solo i cinque stelle lo hanno dimostrato; non si può dire altrettanto, al momento, del nuovo governo che finora ha bloccato la trasparenza dei prezzi di mercato e rinviato la tracciabilità prevista dal registro telematico. Dopo il tavolo di filiera del 12 aprile vedremo se nei prossimi mesi si invertirà la rotta e saranno rispettate le leggi per attuare la sovranità alimentare di produttori e consumatori.

Se non fosse stata interrotta la Commissione prezzi unica nazionale-Cun dal 15 novembre 2022,  oggi i produttori sarebbero stati ‘sovrani‘ del loro prodotto ? Di certo non avrebbero subito le distorsioni delle borse merci locali che hanno buttato giù il mercato.

Se non fosse stato prorogato il termine di entrata in vigore del Registro telematico dei cereali, oggi i produttori e, soprattutto, i consumatori sarebbero stati ‘sovrani‘ delle informazioni relative alla materia prima più preziosa che si produce nel nostro paese ? Di certo la tracciabilità attesa a fine anno non avrebbe subito un ulteriore contraccolpo a danno dei consumatori.

Ecco questi due aspetti di una “sovranità limitata” sono cartine al tornasole che ci rivelano quanto sia in atto una timida istanza di rivoluzione conservatrice. Qualora fosse confermata, non sarebbe una buona notizia. Dobbiamo ammetterlo.

Le riforme utili non vanno interrotte

Le riforme utili e necessarie al mondo agricolo e ai consumatori italiani sinora sono state apportate durante il governo Conte, grazie al ministro Patuanelli che, con le due misure adottate (Cun grano duro sia pur sperimentale e Registro telematico), ha dimostrato nei fatti che la sovranità alimentare non è uno slogan per cambiare nome al ministero, ma un processo che si nutre di atti di governo concreti e coraggiosi, attesi da molto tempo.

Dopo il tavolo di filiera tenutosi al Ministero, auspichiamo che, il ministro Lollobrigida, agisca con rapidità in continuità con le norme già  approvate, per aiutare concretamente un comparto fondamentale per l’ economia nazionale, la salute e il bilancio sanitario, recuperando così tutto il tempo perduto sino ad oggi a favore degli ‘speculatori‘.

Cosa occorre con urgenza per un’autentica sovranità

Cun subito

Riavviare subito la Commissione prezzi unica nazionale, avendo cura di garantire la ratio della norma che prevede un prezzo unico trasparente e non tre prezzi. E, soprattutto, avendo cura di garantire la sovranità ai produttori. Non è più tempo di fare sperimentazioni, a decidere le previsioni dei prezzi – in caso di mancato accordo – devono essere i venditori (cioè i produttori) non gli acquirenti (ovvero i commercianti, i mugnai/pastai o addirittura gli stoccatori).

Non si può accettare che il prezzo del grano all’origine venga abbattuto, a discapito degli agricoltori e dei consumatori, facendo leva sulle importazioni e utilizzando meccanismi desueti come le borse merci i cui comportamenti anticoncorrenziali sono tesi a fissare prezzi artificialmente bassi. Il tribunale in passato ha già annullato i listini di Foggia con una famosa sentenza.

Registro telematico subito

Rispettare il termine per l’avvio del registro telematico di carico e scarico dei cereali previsto per il 31 dicembre 2023. Rispettare il termine è un fatto di serietà e di credibilità istituzionale. Il registro serve a tracciare i flussi di carico e scarico inerenti ai quantitativi di cereali e farine ed è una grossa conquista del comparto.  I consumatori oggi sono sempre più disorientati e incerti di fronte all’assenza di informazioni autentiche sulla tracciabilità. Tracciabilità è quindi sinonimo di sovranità dei consumatori che rende certa la provenienza delle materie prime. Non è accettabile rinviare il termine di un altro anno perchè fa comodo agli industriali. E’ scorretto, perchè il Decreto che istituisce il registro telematico dei cereali è frutto dell’ attuazione della Legge di bilancio del 2021. Non si può perdere altro tempo.

Tutela della salute dei consumatori

Tutelare la salute dei consumatori deve essere l’imperativo di ogni governo. In Italia disponiamo della migliore materia prima al mondo, grazie  all’assenza di contaminanti e residui tossici per la salute pubblica. Un pregio che potrebbe far risparmiare al bilancio sanitario nazionale molte risorse destinate alla cura delle intolleranze. Non siamo però capaci di valorizzare le virtù del grano nazionale e preferiamo finanziare le intolleranze alimentari. Negli Stati Uniti, in particolare nel deserto dell’Arizona e California, queste caratteristiche vengono protette da appositi marchi e disciplinari pubblici (vedasi Desert Durum), che hanno differenziato quel grano e aiutato ad uscire dalla condizione di commodity. Con il termine Commodity ci si riferisce alle materie prime, che vengono scambiate sul mercato senza differenze qualitative. 

In Italia, invece di investire su un Brand, come negli USA, si perde tempo appresso ai contratti di filiera che hanno divorato fondi pubblici senza raggiungere in tutti questi anni obiettivi solidi di mercato. Infatti, solo un 15% degli agricoltori ha aderito a questi contratti capestro. L’ 85% dei produttori vuole un libero mercato, adeguatamente regolamentato.   

Più aiuti Pac per incentivare la produzione

Rivedere gli incentivi Pac per ettaro, a seguito dell’aumento dei costi, al fine di consentire un aumento della produzione nazionale e l’ottenimento di un reddito equo per i produttori agricoli. Solo così sarà possibile recuperare i terreni marginali e ridurre la dipendenza dalle importazioni.

Abbiamo bisogno di un ministro attento alla salute dei consumatori e, di riflesso, al bilancio sanitario dello Stato, che sappia difendere i produttori e valorizzare il grano nazionale, in particolare nel mezzogiorno dove ci sono condizioni analoghe a quelle del Desert Durum.

 

Un marchio per il grano duro del Sud per dire basta ai grani esteri contaminati da glifosato e micotossine

Un commento

  1. Prezzo unico nazionale per qualità e caratteristiche.
    Consorzio nazionale di vendita con marchio di qualità e contributo equo per la produzione.
    Oppure lasciare incolti per protesta.

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