Il grano canadese al glifosate fa rotta su Manfredonia

Il grano canadese al glifosate circola liberamente nei nostri porti, anche in quelli non agibili (Manfredonia), ma nessuno lo controlla. Il motivo? Il Ministero della Salute non sembra aver inserito il glifosate nel protocollo dei pesticidi da ricercare, sebbene ne abbia vietato l’uso in pre raccolta in Italia. E quand’ anche ne disponesse l’esame non ci sarebbero laboratori pubblici  in Puglia accreditati a rilevare il glifosate. Paradossale ma vero! Nel frattempo è scattato il fermo sanitario su molti camion e  a Bari è arrivata un’ altra nave dal Canada molto più grande 

A Manfredonia da tre giorni centinaia di autotreni si affrettano a scaricare una nuova nave di grano (forse) canadese. Si tratta, secondo fonti attendibili, della HELEN BOLTEN una General Cargo IMO 9427380 MMSI 255805950 costruita nel 2009, battente bandiera Portugal (PT) con una stazza lorda di 15861 ton, summer DWT 25953 ton. Non è così grande come quella di Bari, anche perché i fondali di Manfredonia sono limitati e non possono ospitare navi con stazza elevata.

La nave  ha fatto tappa ad Oristano dove secondo alcune fonti avrebbe scaricato circa 3 mila tonnellate. Ma insistono molte zone d’ombra su cui necessitano ulteriori accertamenti. La General Cargo è ripartita il 2 giugno alle ore 9,18 da Oristano per arrivare a Manfredonia il 5 giugno alle ore 12.23 dove stà scaricando circa 32 mila tonnellate!

Il grano della porta rinfuse di dubbia provenienza è diretto ai Silos di Foggia (8000 ton) e Chieti (24000 ton), dove viene praticamente miscelato con parte del grano italiano per essere trasformato in semola. Il prezzo pagato oscilla tra 23-27 euro quintale. Nella giornata di oggi, tuttavia,  è scattato il fermo sanitario su molti camion.

Nel frattempo a Bari stamattina alle 8.06 è arrivata una seconda nave di grano canadese partita da Vancouver il 6 maggio alle 23,24. Si tratta, secondo fonti attendibili, della CBM PARTNER una Bulk Carrier enorme IMO 9764025 MMSI 538007029 costruita nel 2016, battente bandiera Isole Marshall (MH) con una stazza lorda di 43001 ton, summer DWT 81805 ton.

La procedura di vigilanza sul grano extra comunitario

Il sistema dei controlli in Italia è suddiviso tra diversi soggetti :

  • la Capitaneria di Porto
  • l’ Agenzia delle Dogane
  • gli Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera (USMAF)

La Capitaneria di Porto provvede a verificare che le navi utilizzate per il trasporto delle granaglie siano in possesso della necessaria certificazione di sicurezza attestante l’ idoneità al trasporto.

L’ Agenzia delle Dogane effettua il controllo fisico delle merci e rilascia il nulla osta allo sdoganamento della merce dopo gli adempimenti sanitari.

Gli Uffici di Sanità Marittima provvedono ad esercitare l’ attività di vigilanza eseguendo tre livelli di verifica (documentale, di identità e materiale, ivi compreso il campionamento per le analisi) in modo da accertare la rispondenza delle merci ai requisiti ed alle prescrizioni previsti dalle normative nazionali e comunitarie.

L’ attività di vigilanza si conclude con il rilascio finale di un provvedimento di ammissione all’ importazione o di diniego, in caso di mancato superamento dei controlli. Ma nel porto (franco) di Manfredonia questa situazione di diniego per il grano non risulta essersi mai verificata. Almeno negli ultimi anni secondo nostre fonti.

La procedura di vigilanza sul grano comunitario

Nel caso una nave arrivi da un porto comunitario, tutta l’attività di controllo (doganale e sanitario) viene effettuata presso il primo porto comunitario cui è attraccata la nave. Mentre l’ Ufficio Sicurezza della Navigazione della Capitaneria di Porto provvede ad effettuare il suo compito come già illustrato.

Il punto sulla sicurezza alimentare e sul principio di precauzione

Se il Glifosate è stato bandito in Italia e non può essere usato in pre raccolta (nel Sud Italia mai nessuno lo ha usato per questa finalità perché c’è il sole che fa maturare il grano), non altrettanto si può dire in Canada. Dove gli stessi canadesi non fanno mistero di usare questo erbicida – ritenuto probabile cancerogeno per l’uomo dalla IARC – per accelerare artificialmente la maturazione. Inoltre, in Canada il limite del Glifosate è la meta di quello previsto in Europa.

Ciò nonostante  le analisi non verrebbero effettuate. Secondo i dati  ufficiali (tab 21) nell’ elenco degli analiti ricercati nell’ ultimo rapporto del Ministero della Salute (Vigilanza e controllo degli alimenti – anno 2015) non c’è traccia del glifosate.

Come peraltro non c’è traccia nei Residui di pesticidi a dedurre dalle “Non conformità” negli stessi report ministeriali, dove non è esplicitato in modo chiaro il glifosate. Eppure nel grano canadese c’è! Lo abbiamo dimostrato attraverso le analisi nella pasta (Test Granosalus). Ciò significa che se il glifosate viene ricercato lo si trova. Se, invece, nelle navi non viene ricercato è impossibile trovarlo!


A chi tocca allora l’attività di sindacato sul rispetto del principio di precauzione?  Se da noi il glifosate è vietato che senso ha giustificarne l’uso nascondendosi dietro i limiti europei se nemmeno è possibile certificarli?

Infatti,  in Puglia nessun ente pubblico è accreditato per analizzare il glifosate! Nè l’ Arpa di Bari, né l’ IZS Puglia e Basilicata. Come mai questi laboratori pubblici non sono stati mai accreditati? Che ne pensano gli assessori regionali che dovrebbero difendere la nostra salute e la nostra agricoltura?

Che ne pensa a riguardo la Coldiretti invece di fare le gite ai porti ?

L’ interesse prevalente dell’ Italia è quello di tutelare la salute dei cittadini o l’importazione di derrate contaminate?

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