Le battaglie di Granosalus, portate avanti con lucidità e una certa dose di coraggio, sono diventate leggi di oggi: CUN, distorsioni dei prezzi all’origine, contaminanti, importazioni, salute dei consumatori, cartello del grano Cappelli. Stiamo ultimando un libro sul diario del grano.
C’è un filo rosso che lega dieci anni di inchieste, ricorsi, dibattiti parlamentari, esposti e confronto pubblico: mettere al centro il valore del lavoro agricolo, la trasparenza dei mercati e la salute dei consumatori. Quello che per anni è stato bollato come allarmismo o ostinazione, oggi è diventato agenda normativa: CUN, tracciabilità dei prezzi all’origine, attenzione ai contaminanti, controlli sulle importazioni, tutela della salute. Non è stato facile, né rapido. È stato, semplicemente, necessario.
Le tappe che hanno fatto la differenza
- CUN e prezzi all’origine: dopo la sentenza di annullamento dei listini di Foggia, abbiamo chiesto standard di trasparenza prima che diventassero un dibattito nazionale. Oggi il tema è nei regolamenti, nelle aule istituzionali, nei tribunali e nei contratti.
- Contaminanti e sicurezza alimentare: quando denunciavamo criticità su micotossine, glifosate e residui, ci dicevano che “andava tutto bene”. Oggi il controllo diffuso è un fatto, e i protocolli sono più stringenti. L’Unione Europea ha introdotto limiti più severi per il deossinivalenolo (DON). Il Regolamento UE 2024/1022 ha ridotto in modo significativo le soglie massime consentite.
- Importazioni: chiedevamo verifiche serie su qualità, provenienze e miscele. Oggi nessuno può far finta che l’origine non conti: incide su prezzo, qualità e fiducia dei consumatori.
- Salute dei consumatori: abbiamo tenuto insieme interesse dei produttori e diritto alla sicurezza alimentare. Due facce della stessa moneta, non un aut aut.
- Grano Cappelli: abbiamo denunciato all’ Antitrust il monopolio di alcuni gruppi e sindacati. E dimostrato che spesso dietro lo slogan commerciale dei pacchi di pasta manca il DNA.
Anticipare il tempo (e pagarne il prezzo)
Abbiamo avuto il “vizio” di dire cose giuste con troppo anticipo, non senza suscitare rancori e gelosie. È il destino di chi fa advocacy senza padroni: paghi prima, raccogli dopo. I tribunali, però, hanno costantemente tenuto il punto: ci hanno dato ragione contro i colossi e contro qualche piccolo detrattore che, mascherandosi da sindacalista, ha preferito il tornaconto alla tutela collettiva. Le sentenze non sono trofei: sono pietre miliari che fissano diritti e responsabilità.
Sul senso della parola “sindacalista”
Sindacalista non è un’etichetta da esibire: è un dovere da dimostrare, ogni giorno, nella capacità di difendere interessi collettivi anche quando costa. Quando prevalgono il profitto o l’interesse personale, la parola “sindacalista” si svuota. La rappresentanza non è marketing: è scudo, voce, responsabilità.
Produttori e consumatori: un’unica alleanza
Ci hanno detto che difendere i produttori e i consumatori insieme era impossibile. Abbiamo dimostrato il contrario. Prezzi giusti, filiere trasparenti, controlli seri e regole chiare fanno bene a chi semina e a chi porta il pane a tavola. Gli “Spaghetti al diserbante” non ci sono mai piaciuti. Lo abbiamo anche fatto ribadire in una mozione unitaria nel Senato. È questa l’idea di “democrazia economica” che abbiamo praticato: non slogan, ma atti, ricorsi, documenti, dati.
Il diario del grano: un libro per mettere ordine
Stiamo ultimando un libro: il diario del grano. Non un pamphlet, ma un racconto documentato di battaglie, errori corretti, resistenze incontrate, risultati raggiunti. Una mappa per capire come siamo arrivati fin qui e cosa manca per completare l’opera: una CUN davvero trasparente, contratti equi, controlli efficaci, un consumatore informato.
Guardando avanti: istituzioni e costituzione
Prossimamente anche la Corte costituzionale affronterà questioni che toccano il cuore delle nostre battaglie: profili di legittimità che hanno provato a intralciare trasparenza e rappresentanza. Confidiamo che il diritto faccia, ancora una volta, la sua parte: non per noi, ma per le regole del gioco.
Resilienza è una scelta
Siamo ancora qui. Resilienti e irriducibili, pochi ma buoni. Non per mestiere di protesta, ma per difendere le ragioni dello Stato di diritto e della democrazia economica nella filiera del grano. Quando le regole sono chiare, vince chi lavora bene. È tutto ciò che chiediamo.
CUN on tour: ci vediamo nei territori
Nelle tappe del CUN on tour spiegheremo le ragioni del nostro ricorso al Consiglio di Stato, il perché le regole contano e come possono restituire potere contrattuale a chi produce. Sarà un percorso divulgativo, aperto, franco: portate domande, contratti, dubbi. Invitate altri colleghi agricoltori. Ne usciremo con più strumenti e, soprattutto, con più forza e consapevolezza.
Le battaglie di Granosalus non appartengono al passato: sono il cantiere aperto del presente. Se oggi alcune parole sono diventate legge — CUN, distorsioni dei prezzi all’origine, contaminanti, importazioni, salute dei consumatori — è perché qualcuno ha avuto il coraggio di dirle per primo e la pazienza di sostenerle fino in fondo. Continuiamo. Insieme.
