PRIN: La ricerca italiana per la sostenibilità e la qualità del grano duro

A Roma oggi un bilancio dei progetti PRIN2020 e PRIN2022 tra genetica, economia circolare e sicurezza alimentare

Il grano duro come pilastro agroalimentare nazionale

Il grano duro è, per l’Italia, non solo una materia prima ma un simbolo identitario: dalla Puglia alla Sicilia fino alla Basilicata, disegna il paesaggio agricolo mediterraneo e sostiene un comparto che vale oltre 4miliardi di euro l’anno tra cerealicoltura, molitoria e pastificazione.
Negli ultimi anni, tuttavia, la filiera è stata messa alla prova da tre crisi simultanee: volatilità dei prezzi globali, cambiamento climatico e dipendenza da importazioni dal Nord America.
In risposta, la ricerca pubblica — università, CNR, CREA e consorzi territoriali — ha indirizzato le risorse dei Programmi di Ricerca Scientifica di Interesse Nazionale (PRIN) verso un obiettivo strategico: rendere la filiera del grano duro più sostenibile, resiliente e di alta qualità.

PRIN2020: resilienza climatica e qualità della filiera

Il ciclo PRIN2020 ha finanziato oltre 20 progetti universitari coordinati da centri di eccellenza come l’Università di Bari, Firenze, Bologna e il CREA di Foggia, che oggi a Roma hanno illustrato i risultati dei vari progetti.

Le aree tematiche hanno riguardato:

Sostenibilità genetica e miglioramento varietale – con programmi di selezione di varietà resistenti alla siccità e a basse rese idriche.
Alcune cultivar sperimentali come Sveva BioPlus e Iride CL hanno mostrato in campo fino al 30% in più di efficienza idrica e una maggiore stabilità proteica (oltre il
13%).

Gestione sostenibile dei suoli e fertilizzazione mirata – attraverso modelli di agricoltura di precisione (droni, sensori, mappe NDVI) che hanno ridotto del25‑30% l’uso di azoto mantenendo inalterate le rese.

Contaminanti e sicurezza alimentare – studi sulla riduzione delle micotossine e dell’accumulo di cadmio nei grani duri meridionali, grazie a tecniche di rotazione colturale e biostimolanti naturali.

Il risultato principale del PRIN2020 è stato dimostrare che le produzioni sostenibili non riducono la qualità, se sostenute da ricerca applicata e trasferimento tecnologico aziendale.

PRIN2022: economia circolare e tracciabilità digitale

Con il secondo bando, PRIN2022, l’attenzione si è spostata dal campo alla catena del valore: dalla trasformazione al consumo.

Tra i progetti più rilevanti:

“DURACIRCULAR” (consorzio Università di Napoli FedericoII, Palermo, Foggia) – ha sviluppato un modello di economia circolare dei sottoprodotti del grano duro (crusca, cruschello, paglia) per la produzione di bioplastiche compostabili e mangimi ad alto valore nutritivo.
Le analisi LCA (Life
CycleAssessment) hanno dimostrato una riduzione del40% dell’impronta di carbonio rispetto agli impianti convenzionali.

“TRACE‑DURUM” – progetto su blockchain e digital twin per la tracciabilità integrale del grano duro madeinItaly, dalla semente al piatto di pasta.
Le prove pilota condotte nei molini pugliesi e lucani hanno mostrato che la tracciabilità digitale aumenta del
15% il valore di mercato percepito dai consumatori e consente di ridurre il rischio di frodi e miscelazioni con grani esteri.

“ResilGrain” – centrato sul breeding  genomico e sulla valorizzazione del microbiota del suolo. Si è scoperto che specifici consorzi microbici endofitici aumentano di fino al12% il contenuto proteico e del 10% la quantità di glutine stabile, migliorando la qualità tecnologica della semola senza incrementi di input chimici.

Un risultato scientifico e politico: dall’autosufficienza alla reputazione

Dal confronto tra i bandi PRIN2020 e2022 emerge che la comunità scientifica italiana non è più solo descrittiva, ma strategica.
L’applicazione combinata di genetica, sensoristica e digitalizzazione sta riportando il grano duro al centro del pensiero agroindustriale europeo.
La ricerca ha permesso di sviluppare modelli di filiera tracciabile, che potrebbero portare entro il 2030 a:

• +15% di autosufficienza nazionale (oggi ferma al65‑68%),

• -25% di input chimici,

• +12% di valore medio pagato agli agricoltori per tonnellata di produzione certificata.

Dal punto di vista politico, i progetti PRIN hanno fornito una piattaforma di dati e prototipi utili per il Piano nazionale sementiero e la strategia “FarmtoFork” della Commissione Europea.
Questo rafforza la diplomazia del grano italiana, che mira a valorizzare l’origine geografica e ambientale della pasta, preservando il segmento premium nel mercato internazionale.

Le criticità ancora aperte

Nonostante i successi, restano nodi strutturali:

• la frammentazione dei progetti e scarsa integrazione con le imprese del settore molitorio;

• la burocrazia dei fondi PRIN che rallenta il trasferimento tecnologico;

• l’assenza di un centro nazionale di coordinamento per la filiera del grano duro, simile al modello francese del Blé Durable.

Inoltre, la sostenibilità rischia di restare più ambientale che economica se non si affronta, secondo noi di Granosalus, il tema dei prezzi alla produzione e della contrattazione di filiera, dove il potere contrattuale dei produttori resta debole. Vedremo quale sarà l’impatto della CUN…

Conclusione: verso un “Patto Cerealicolo Nazionale”

L’eccellenza scientifica italiana sta dimostrando che la competitività passa dalla sostenibilità misurata, non dall’aumento delle rese.
Se i risultati dei PRIN
2020 e 2022 verranno consolidati in una strategia unica, l’Italia potrà affermarsi come laboratorio europeo della qualità cerealicola sostenibile, unendo innovazione genetica, certificazione ambientale e tracciabilità digitale.

In un’epoca di crisi climatica e di volatilità dei mercati, la ricerca pubblica non è più un costo, ma l’assicurazione del nostro futuro alimentare.
Il grano duro, da prodotto tradizionale, sta tornando — grazie alla scienza — il simbolo di una nuova sovranità sostenibile e mediterranea: nel campo, nel piatto e nel mercato globale.

Insomma tutti riescono a fare business con il grano duro, dagli industriali ai ricercatori, dai commercianti ai sindacati…tranne gli agricoltori!

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