A Pozzallo è un giallo il caso della navetta ucraina.

Sta diventando davvero un giallo il caso della navetta ucraina ferma da tre giorni a Pozzallo a poche miglia dal porto. I documenti della nave sono in ordine? Che grano c’è a bordo? E da dove arriva?

Mentre le industrie della pasta tornano alla carica con un appello su Roma e chiedono, ancora una volta, la rimozione dei post in cui si dà notizia delle sostanze contaminanti contenute nel grano duro che arriva dall’estero ed usato per produrre la pasta che noi mangiamo, nei porti italiani accade di tutto.

Il giallo di Pozzallo

A Pozzallo da tre giorni è presente una piccola nave ucraina, carica di grano e ferma ad un paio di miglia dal porto. Non è dato sapere il motivo del fermo. Fonti non ufficiali ci riferiscono che i documenti sarebbero carenti. Mentre per l’ Agenzia delle Dogane il carico non è ancora arrivato in porto….quindi nessuna notizia sulla qualità.

La nave si chiama ERDOGAN SENKAYA una General Cargo IMO 8857655  MMSI 271002242 costruita nel 1991, battente bandiera della TURCHIA(TR) con una stazza lorda di 1239 ton, summer DWT 2429 ton.

Piccola nave ucraina da due stive ferma fuori dal porto

Si tratta, dunque, di una vecchia carretta del mare con a bordo un carico di grano di circa 20 mila quintali proveniente dal porto di Chornomorsk (Ucraina), sul Mar Nero, da cui è partita il 31 agosto scorso alle ore 01:16.

E’ grano ucraino o bulgaro?

Chi sono i molini industriali nostrani che si approvvigioneranno di un grano ucraino o bulgaro di dubbia qualità? Che tipo di controlli sanitari saranno effettuati sulla nave vista l’area di provenienza? I consumatori possono stare tranquilli?

Vi terremo informati sugli sviluppi del giallo…


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