Traffico Camion

Grano a picco, aziende nella morsa degli industriali, consumatori traditi.

E’ da diversi giorni che a Bari ci sono navi di speculatori che scaricano merce di dubbia provenienza. Gli speculatori sono sempre in agguato. Nello stabilimento di Martinelli (Candeal Commercio nella zona industriale di Melfi), attaccato al noto mangimificio di proprietà Cargill srl, si scaricano centinaia di camion di grano c.d. alimentare provenienti da Bari. Nel frattempo le quotazioni scendono e i sindacati dormono…

Un via vai di centinaia di bilici trasportano da alcuni giorni grano duro dal porto di Bari a Melfi (Pz) e in altre località pugliesi. La zona industriale di Melfi, dalle foto che abbiamo scattato stamattina, è così intasata dal traffico di camion da rendere difficile persino il passaggio delle auto. Nessuno poteva immaginare che anche la Basilicata potesse diventare piattaforma logistica per questi traffici.

Bari è il principale porto di attracco delle navi di grano duro che arrivano dall’ estero poichè in Puglia arriva oltre il 72% del grano importato dall’ Italia, senza controlli. La Puglia oltre ad essere la prima regione produttrice di grano in Italia è, dunque, anche la regione leader per importazioni. E’ proprio qui che risiedono molti speculatori internazionali.

Cifre inquietanti che pongono forti domande ai consumatori di GranoSalus e ai produttori a fronte di un flusso di grano senza limiti, selvaggio, privo di controlli.

Che succede nella filiera alimentare italiana ed europea?

Siamo veramente diventati la pattumiera internazionale del grano di dubbia qualità gestita da speculatori? Nessuno si scandalizza se poi questo grano lo ritroviamo nella famosa pasta con livelli di contaminazione preoccupanti, specie per i bambini.

Lo dicono le analisi: Don, Glifosate e Cadmio presenti negli spaghetti

La legge infatti mentre disciplina i limiti per i singoli contaminanti, non dice nulla riguardo al cocktail di contaminanti. C’è un enorme vuoto normativo che imporrebbe l’applicazione del principio di precauzione: nel dubbio meglio accertare se queste miscele (peraltro vietate quando entrano in ballo i contaminanti) fanno bene o male alla nostra salute, anche se a piccole dosi.

Le Autorità di controllo dove stanno? Il Ministero della Salute cosa può dirci al riguardo di paste avvelenate a basse dosi frutto di miscele tra grani esteri e italiani? Ha forse bisogno di essere messo in mora per esercitare il principio di precauzione?

E le organizzazioni di categoria come Coldiretti, Confagricoltura e Cia cosa fanno per difendere il grano nazionale di qualità dagli attacchi degli speculatori che si nascondono dietro il libero scambio? Sono in ferie per via delle festività!

E’ proprio nei periodi festivi che si approfitta, ogni anno, per fare le operazioni di sbarco più grosse in modo da sfuggire ai controlli e condizionare al ribasso le quotazioni nazionali. Il grano cattivo che scaccia il grano buono. E ogni anno, puntualmente, i sindacati italiani e gli organismi di controllo sono in ferie. Come mai? E’ sufficiente per la Coldiretti un comunicato stampa sulla Gazzetta del Mezzogiorno?

Intanto le quotazioni del grano duro a Foggia continuano a scendere. Oggi il bollettino ha registrato un calo di -50 centesimi che si aggiunge al calo di – 30 centesimi di una settimana fa e di -50 centesimi di due settimane fa. Le quotazioni del duro sono inferiori al tenero! Un paradosso perché storicamente accade il contrario! Questa prospettiva impone nuove strategie difensive verso gli speculatori.

Se l’ Italia ha il grano buono e sano, che rimane invenduto perché gli speculatori devono avere gioco facile per schiavizzare chi produce qualità, sappiano i commercianti e gli industriali che acquistano grano estero di dubbia qualità, che la musica cambierà…. molto presto! Grazie alla sovranità dei consumatori e non alle filiere della povertà.

 

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