Grano estero: continua il business di Casillo nonostante gli accordi di filiera

Gli industriali dicono che valorizzeranno il grano duro italiano. Casillo sottoscrive ogni giorno accordi di filiera con Coldiretti. Ma se è così che fine fa tutto il grano duro che arriva in ogni porto della Puglia? In questa ultima settimana, ad esempio, abbiamo contato ben cinque navi cariche di grano! Navi arrivate dalla Moldavia, dalla Francia, dall’Ucraina e dall’Australia.

Vediamo di che si tratta.

Nel porto di Bari sono arrivate tre navi. Il nome della prima nave è “Able”, una General Cargo battente bandiera panamense proveniente dalla Moldavia, IMO 9001136. Questa nave è arrivata a Bari il 25 maggio alle ore 11.05 ed ha un carico di quasi 5 mila tonnellate di grano duro destinato al gruppo Casillo. L’agenzia è la Spamat.

 

La seconda nave batte bandiera delle isole Bahamas, si chiama “Roztocze” (IMO 9346835) trasporta 24 mila tonnellate di grano duro e proviene da Rouen, cittadina francese della Normandia.  E’ arrivata a Bari il 29 maggio alle 13,34. L’agenzia, anche in questo caso, è la Spamat. Il carico è destinato al gruppo Casillo.

 

 

Il nome della terza nave in arrivo nei prossimi giorni al porto di Bari si chiama “Senorita”, è una Bulk Carrier IMO 9384540 e presenta il carico di grano duro più consistente: 32 mila e 379 tonnellate. Proviene dal porto australiano di Newcastle da cui è partita il 2 maggio 2018 alle ore 2:15. Anche in questo caso è destinato al gruppo Casillo.

 

Nel porto di Barletta è arrivata una nave. Proviene dal porto ucraino di Azov (Agenzia Internavi) e batte bandiera maltese. Si chiama “Sioux” ed è una General Cargo IMO 9119373, trasporta quasi 5 mila tonnellate di grano duro destinato sempre al gruppo Casillo.

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Sul porto di Molfetta è arrivata una nave battente bandiera del Belize, si chiama “CPT Ahmad II” IMO 9031430 e arriva da P. Lanouvelle, in Francia. Ci ha portato in ‘dono’ 2 mila e 827 tonnellate di grano duro. L’Agenzia è la Spamat e il grano è destinato al gruppo Casillo.

 

Che dire davanti a questi dati?

La battaglia per liberare l’Italia dal grano duro straniero è ancora lunga. Tutto questo grano duro non è arrivato in Puglia per caso. Se è arrivato è perché verrà macinato e consumato in Italia.

Tutto questo avviene mentre il prezzo del grano duro pugliese e, in generale, del Sud Italia, è fermo a 18 euro al quintale. Va da sé che, con tutto questo grano duro che arriva dall’estero la domanda di acquisto non cresce e il prezzo rimane molto basso.

E anche se la domanda del nostro grano duro si ‘riscalda’ un po’ c’è chi pensa a nascondere il volume degli scambi, sempre per tenere basso il prezzo.

Ultima notazione: chi è che comunica agli italiani che si mangeranno tutto questo grano duro straniero arrivato in Italia senza alcun controllo?

 

 

9 commenti

  1. Noi siamo dei pecoroni, non sappiamo boicottare i pastifici che non sono sinceri, dal momento che voi ci dite chi ne fa uso rovinando i nostri contadini e vergognoso. (Però cosa vogliamo esempio del nostro governo)

  2. Come fate a sapere che sono carichi destinati al gruppo Casillo?
    E poi credo e spero che per i prodotti derivanti da accordi di filiera con Coldiretti il packaging cambierà o per lo meno ci sarà una dicitura diversa in etichetta.

  3. Coninuate a fare corretta informazione come in questi casi.
    Grazie a Voi sapremo come fare per boicottare tutta questa porcheria spacciata per made in Italy.
    Siete l’ultimo baluardo di affidabilità

    1. Io mi chiedo : dopo queste informazioni corrette abbiamo notato che tutte queste grandi marche usano o/e miscelano grano straniero contaminato ma non ci avete fatto notare le marche che non usano grani stranieri e quindi noi siamo costretti a comprare la pasta “de cecco” che contiene meno prodotti chimici ma comunque li contiene e pertanto nessuno è esente.

  4. Ogni popolo ha il governo che si merita perché la sovranità appartiene al popolo.
    Volete che le cose cambino?
    Allora smettiamo di fare sempre le stesse cose.
    lasciamo sugli scaffali tutte le porcherie che ci vendono e vedrete come cambiano le cose ma se non lo facciamo “tutti insieme” sarà come lottare contro i mulini a vento.

    GranoSalus grazie di esistere…che Dio vi benedica

  5. Sicuramente non acquisterò pià farina Casillo tranne la ‘Semola rimacinata 100% grano pugliese’, sperando che sia genuina di produzione locale, almeno quella.

  6. Ormai il King del grano, con la politica fino a Bruxelles, nn lo ferma nessuno. Siamo solo noi cittadini, consumatori a doverci ribellare e a nn consumare questi grani, ma lo sapete ci vorrebbe un laboratorio cm il vs per ogni città x segnalarci i pochi fornai che utilizzano x il pane grani locali cosi come altri derivati come pasta ecc. molte volte nn ci dicono i giusti prodotti e le provenienze e si celano dietro normative Europee o nazionali, combattiamo tt insieme iniziamo a decidere il giorno in cui nessuno mangerà, pane o pasta, tanto una volta in settimana si ppssa fare. considerando le porcherie che ci danno

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