Carta etica del grano tra mille contraddizioni irrisolte

Dopo le simpatiche e folcloristiche trovate della Coldiretti lucana, sull’ età del grano, sempre a Matera va in scena l’etica del grano con il movimento Riscatto che ha organizzato un nuovo modo di fare lotta. Un “Forum” dal quale dovrebbe scaturire una piattaforma, dalla quale dovrebbero venir fuori idee, dalle quali partorire la carta etica del grano, che dovrebbe modificare le norme europee attraverso la rete rurale. Insomma, un movimento che tenta di lottare per il (proprio) grano e di riposizionarsi  tra un po’ di contraddizioni e qualche defezione


In queste settimane si fa gran parlare di grano duro. Dopo i numerosi convegni organizzati da Granosalus, i dossier e le audizioni in Commissione Sanità regionale di Basilicata, la conferenza stampa alla Camera dei Deputati e le rumorose analisi pubblicate sulla pasta, che a Riscatto non piacciono, sembra che, all’improvviso, vi sia stato un risveglio delle coscienze assopite.

La Coldiretti ha inaugurato un nuovo e fantasioso metro di valutazione della qualità del grano estero basato sull’ età: quello con meno di 18 mesi è buono, quello di età superiore è da bandire.

Il Movimento Riscatto, invece, dopo un lungo periodo di stasi,  ha esordito con il Forum dei trattori, partiti da Matera sino ad Altamura.

 

La nuova formula dovrebbe produrre  un dossier di idee, sul modello Granosalus, da cui però distinguersi con un nome diverso: la carta etica del grano! La carta di Matera e quella di Altamura, da sottoporre agli altri comuni. Affrontare il tema dell’ etica all’ interno di un movimento come Riscatto rappresenta un compito di cui non sono scontate finalità ed esiti. Di sicuro è un compito che pone tanti quesiti.

Un po’ di storia non guasta

La battaglia del grano, nell’ ultimo decennio, è iniziata con alcuni atti parlamentari nel 2010 grazie alla FIMA (Federazione Italiana Movimenti Agricoli) e ad alcuni sodalizi che portarono alla luce il tema del grano cattivo d’importazione e quello dei meccanismi perversi di formazione dei prezzi. Ecco alcuni documenti:

Fima documento su problematica micotossine

Prof Ritieni problematiche micotossine

Fummo noi, dunque, i primi ad accompagnare il Prof Ritieni in audizione a Roma. In quegli anni l’ Antitrust aveva già multato i pastai per le intese sui prezzi della pasta come potete leggere qui.

Cosa successe allora? Si prese atto che il Parlamento aveva le mani legate dalle lobby della pasta e non poteva aiutare né i consumatori né i produttori, nonostante le nostre proposte sul grano  e sulla necessità di armonizzare i limiti dei regolamenti comunitari. Oggi qualcuno tenta di ripetere quei percorsi come se fossimo all’ anno zero sul tema micotossine e, soprattutto, senza risolvere le contraddizioni che i consumatori non conoscono.

La prima contraddizione

Il primo paradosso dei movimenti e dei loro dirigenti è di avere il piede in due scarpe. Quella del movimento e quella del sindacato agricolo. Non hanno il coraggio di abbandonare le vecchie modalità con cui la nostra agricoltura è stata svenduta. E continuano a sostenere, anche finanziariamente, i loro carnefici danneggiando di riflesso i consumatori. Quando qualcuno gli ha chiesto di togliere i fascicoli a Confagricoltura e Coldiretti, la risposta è stata negativa. Fabbris dovrà farsene una ragione, invece di abbaiare alla luna.

La seconda contraddizione

Molti di questi agricoltori sono assoggettati a commercianti e mugnai. Da cosa si evince questa sudditanza? Da vari elementi di prova. Quando abbiamo promosso la costituzione di GranoSalus molti esponenti  avevano sottoscritto l’adesione e alcuni addirittura versato la quota sociale, salvo poi scoprire che non erano compatibili con le finalità statutarie della nostra associazione. Hanno, dunque, fatto marcia indietro adducendo una serie di scuse.

Ad ulteriore prova vi è il fatto che al Forum di Matera hanno preso parte i rappresentanti di alcuni mugnai di Altamura con cui alcuni agricoltori hanno stipulato un accordo di filiera dal valore aggiunto di due euro. Questo comportamento ha però generato molta sfiducia e malumore nella base e tante defezioni: alla sfilata hanno preso parte pochi trattori e il Teatro Mercadante non era affollato come un anno fa. Dopo la manifestazione gli accordi intimi potrebbero intensificarsi con altri operatori…

La terza contraddizione

L’attuale modello economico è tale per cui in tutti i settori agricoli si assiste ad un meccanismo perverso di formazione dei prezzi all’origine: a decidere il prezzo di vendita dei prodotti non è l’agricoltore, ma il commerciante o l’industriale o la multinazionale. I prezzi bassi a distanza di un anno sono sotto gli occhi di tutti! E’ un modello che, oltre a nutrirsi di comportamenti scorretti sotto il profilo della concorrenza, genera sempre più dipendenza economica a favore di lobby e multinazionali. Proprio quelle che Fabbris ha sempre avversato nelle piazze.

Il ruolo delle commissioni prezzo attuali è sintomatico. Nel borsino di Altamura, parteciperebbero alcuni membri di Riscatto, ma Fabbris fa finta di niente. Abbaia alla luna pur sapendo che – nel caso della Commissione Prezzi di Foggia – GranoSalus è stata l’unica associazione italiana che ha dovuto ricorrere al TAR Puglia. E’ stata costretta per aver visione delle fatture che dimostrassero un ruolo trasparente di rilevazione statistica dell’Ente camerale e non un ruolo provvedimentale. Ci sono diversi giudizi pendenti dinanzi al TAR, ma le fatture non sono state ancora esibite: ciò potrebbe avallare la tesi che i prezzi vengano imposti e non rilevati.  Ma su questi temi il silenzio dei sindacati agricoli e dei movimenti è stato tombale:  purtroppo quando si fa parte di quel sistema è difficile combatterlo. Anche in questo caso il buon Fabbris deve farsene una ragione.

L’ ulteriore prova del nove stà nel fatto che il Movimento Riscatto non ha mai speso una parola a favore della CUN (Commissione Unica Nazionale) per aumentare la trasparenza. Che fine ha fatto nel lessico degli agricoltori di Riscatto questo utile strumento? Come possono gli agricoltori essere contrari all’ introduzione di regole più trasparenti nel mercato? Perché non reclamano la griglia di valutazione della qualità tossicologica a beneficio dei consumatori? La CUN è una intuizione dei movimenti agricoli che, dopo una fase sperimentale sui suini e sui conigli, è stata istituzionalizzata come strumento grazie ad alcune forze parlamentari. Una grande conquista della FIMA che è sfociata nella Legge Labbate del 2015. Dopo quasi due anni di ritardo, si attende la pubblicazione del decreto. Spiace che il Movimento Riscatto non abbia speso nessuna parola di denuncia rispetto alla mancata attuazione del decreto e non abbia fatto alcun riferimento nella sua carta etica. E’ forse più etico trovare accordi per pochi intimi?

La quarta contraddizione

Il Ministro delle Risorse agricole, alimentari e forestali, in una delle sue ultime visite a Foggia, sembrava più preoccupato del flop delle filiere e dei trenta milioni di euro non spesi, che del ritardo sul decreto attuativo CUN. A nostro avviso i contratti di filiera non sono la risposta efficace, anche se Riscatto li difende per una scelta di natura microeconomica. GranoSalus nasce invece pensando alla sfera macroeconomica, che vuol dire destino di tutto il comparto e, soprattutto, della dieta mediterranea patrimonio mondiale dell’ umanità. I contratti di filiera, nonostante le risorse, non hanno avuto tutto il successo che si aspettava perché, ancora una volta, sono stati formulati dagli industriali con regole capestro, unilaterali e contro il diritto europeo sulle regole della concorrenza. Noi siamo curiosi di sapere se, ai fini del de minimis, l’Italia abbia argomentato correttamente all’Unione Europea l’impatto sulla concorrenza di questi strumenti. Da Riscatto nessuna obiezione al riguardo perché i suoi dirigenti, forse, non conoscono le norme.

Bene, cosa dice l’Europa al riguardo? Per la valutazione delle misure la Commissione Europea ritiene che un aiuto sia compatibile con il trattato solo se soddisfa alcuni criteri: (i) il raggiungimento di un obiettivo ben definito di interesse comune; (ii) la necessità dell’intervento statale; (iii) l’adeguatezza; (iv) l’effetto d’incentivazione; (v) la proporzionalità e la prevenzione degli effetti negativi indebiti sulla concorrenza e sugli scambi tra Stati membri.

L’errore del Governo italiano è che non ha posto regole alla redazione dei contratti di filiera, a tutela dei produttori e del mercato, facendo sì che gli industriali fissassero prezzi minimi e massimi vietati dalle norme europee sulla concorrenza e altri limiti sulle proteine.

La quinta contraddizione

Che relazione esiste tra la scarsa libertà dei produttori e la qualità del cibo?La ragione per cui mangiamo sempre più cibi d’importazione scadenti sotto il profilo tossicologico sta nel fatto che il deficit di libertà è indotto sia dal libero scambio globale – dove il cibo è trattato come un bullone e lo si compera dove costa meno senza curarsi degli effetti sulla salute pubblica – sia da intese e abusi vietati dal diritto europeo sulla concorrenza che, inevitabilmente, limitano la produzione di grano duro di eccellenza del Mezzogiorno.

Emblematico il caso della nave di Bari contenente grano con esteri fosforici dannosi alla salute, su cui il movimento Riscatto non ha speso una parola, mentre GranoSalus si è costituita nel procedimento e ha fatto l’accesso agli atti del Ministero della Salute a tutela dei consumatori.

La sesta contraddizione

Cosa distingue GranoSalus rispetto ad altri movimenti? L’informazione è la vera differenza che distingue la nostra associazione da chi oggi tenta di aprirsi ai consumatori un po’ tardivamente (dopo aver pensato solo al proprio tornaconto). Il cuore delle attività di GranoSalus, invece, è proprio nei controlli e nel bene comune.

La sovranità alimentare si conquista non attraverso proclami o filiere fasulle o modifiche legislative che il sistema europeo lobbistico protegge in blocco. Basta vedere che fine hanno fatto tutti i nostri appelli del passato o le risoluzioni parlamentari per modificare i limiti tossicologici dei Regolamenti comunitari. Fabbris farebbe bene a leggersi un po’ di atti parlamentari e a chiedere ragguagli all’ Assessore.

La sovranità si conquista informando i consumatori che hanno potere verso lo scaffale, lo ha ben ribadito un rappresentante di una sigla consumatori proponendo lo sciopero della pasta contaminata a favore di quella sana. Esattamente quello che stà suggerendo GranoSalus. Ma ad alcuni membri di Riscatto non va proprio giù l’idea di svolgere questo ruolo.  Noi caro Fabbris stiamo facendo proprio quanto ha dichiarato Cavinato in rappresentanza dei Consumatori Utenti!

Gli agricoltori di Riscatto, invece, non vogliono fare analisi, non vogliono fare i controlli, non vogliono fare informazione ai consumatori. Insomma non vogliono abbaiare alla luna perché ritengono che informare sulla tossicologia sia un atto che terrorizza i consumi. Parole di Fabbris.  Mentre godono se GranoSalus riceve qualche diffida o ricorso dalle industrie. Assurdo! E’ questa l’etica?

Per GranoSalus lottare a favore del principio di precauzione, sfidando i colossi della pasta, è motivo di orgoglio. La nostra associazione per difendere il diritto all’informazione dei consumatori e il diritto alla salute sta affrontando due delicati ricorsi nel Tribunale di Trani e di Roma, presentati dalle industrie della pasta, in cui sono state depositate e “accettate” le nostre analisi. Che risultano vere e non delle bufale! Avevamo promesso di esibire le analisi solo alla Magistratura, lo abbiamo fatto.

Perché Riscatto non si adopera con atti di significazione presso le sedi competenti per invocare il rispetto del principio di precauzione che rappresenta un principio etico cui è informato tutto l’ordinamento comunitario e che a detta dello stesso Dott. Poligneri appare disatteso? In una carta etica non dovrebbe mancare la precauzione.

Noi collaboriamo con tutte quelle realtà associative vere – prive di contraddizioni – che hanno a cuore la tutela della salute dei bambini e degli adulti e che hanno capito che di fronte ad un sistema criminale la scorciatoia della collusione, per quanto comoda, potrebbe essere molto pericolosa. Ma gli agricoltori, purtroppo, non sono tutti uguali…e convincerli del contrario richiede tempo e pazienza. E’ bene che i consumatori lo sappiano.




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