Meno sudditanza e più coraggio: la CUN del grano duro non può tradire la legge

Durante la XIIIAssemblea nazionale di LiberiAgricoltori, l’associazione GranoSalus, aderente al movimento a livello nazionale, ha riportato al centro del dibattito una questione decisiva per il futuro del comparto cerealicolo: la Commissione Unica Nazionale (CUN) del grano duro.

Nel suo intervento, l’on. Saverio De Bonis, presidente di GranoSalus, ha ripercorso la storia politica e normativa della CUN del grano duro, spiegando lo stato dell’arte della Commissione, i contenuti del nuovo decreto direttoriale del MASAF e i rischi connessi al silenzio complice e accondiscendente di troppi sindacati agricoli.
Un silenzio che, se non interrotto, rischia di legittimare un’involuzione normativa contraria allo spirito della legge istitutiva e dei decreti
attuativi sulla trasparenza dei prezzi.

Le regole — scritte con fatica dal Parlamento e difese nei tribunali da chi crede nella legalità — non sono un dettaglio amministrativo:
sono l’unico argine contro la prepotenza dei mercati e degli interessi forti che non guardano in faccia a nessuno.

Purtroppo, anche LiberiAgricoltori, per distrazione o poca attenzione alle implicazioni giuridiche, ha sottovalutato la portata di questo scivolamento, affidandosi a “figure inesperte” e più desiderose di visibilità che di risultati concreti.
Ma la materia è troppo delicata per essere gestita con leggerezza: qui si decide se la CUN sarà davvero uno strumento di democrazia economica o l’ennesima vetrina per gli interessi forti della filiera.

Ora, spetta alla dirigenza nazionale di LiberiAgricoltori dimostrare lucidità e coraggio, correggere gli errori e ristabilire il rispetto delle norme.
Solo così si potranno tutelare davvero gli agricoltori, i consumatori e il principio di legalità che è alla base della legge CUN.

Meno sudditanza verso qualche sottosegretario – e più autocritica dentro le organizzazioni – è la vera strada per difendere chi produce e chi consuma.

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